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Quattro chiacchiere con i Friends: lei è Ellen Musc!

Sapete qual è il valore fondante di viaggiuniversitari.it?
La famiglia.
Questo Tour Operator è nato grazie all’idea di due fratelli, Fabio e Roberto, ma è cresciuto insieme con i tanti Friends che anno dopo anno sono stati compagni di viaggio e amici dei nostri ospiti in ogni destinazione. Tra loro, c’è anche lei.
Passione e dedizione al lavoro, misti ad energia da vendere ed un sorriso esploso sulle labbra ma che esce sincero dal cuore: forse queste parole non bastano per descriverla, così l\’abbiamo intervistata per voi.
Lei è Ellen Musc.

Identikit: chi sei e cosa fai nella vita?


Sono Ellen Musc, ho 26 anni e vengo dalla città più bella del mondo, Napoli. Che faccio nella vita? Principalmente, faccio casini. E poi sono anche una studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università Federico II.

Qual è la tua più grande passione?


Direi, decisamente, le persone!
E scoprire! Dicono che sia troppo innamorata della vita, ma aggiungerei della vita fatta soprattutto di esseri umani come mondi da esplorare.

3 canzoni a cui sei particolarmente affezionata e perché


Che domanda… è troppo difficile sceglierne tre! Ci posso provare, dai. Prendi carta e penna!


david bowie
La prima in assoluto è Born To Run di Bruce Springsteen, perché ci sono cresciuta e ogni volta mi viene da pensare che sia stata scritta proprio per me!
Ascolta


cara
Cara di Lucio Dalla, in cui ho conservato dei ricordi bellissimi.
Ascolta

 



Africa
Africa dei Toto mi fa volare!
Ascolta

 

 


Bowie dAh ma aspetta c’è anche Heroes di David Bowie! Mettila!
Ascolta

 

 

Se dovessi incontrare la te di 5 anni fa e darle un consiglio, quale sarebbe?


Potrei dirle mille cose considerando tutta l’esperienza accumunata negli anni.
Probabilmente, però, se dovessi sceglierne solo uno le direi:

hey bella, non ti accontentare neanche mezza volta!

 

Come hai conosciuto viaggiuniversitari.it?


Ho conosciuto Viaggi Universitari grazie alla passione di alcuni Friends prima di me. Va a Luca tutto il merito del magico incontro.
Chi l’avrebbe mai detto che con quella pulce nell’orecchio sarebbe nata questa grande storia d’amore?


Descrivi viaggiuniversitari.it in una sola parola


Direi sfida! Una bellissima sfida.

Cosa significa, per te, essere Friends e perchè hai scelto di diventarlo?


Diventarlo è stata la svolta giusta al momento giusto.
L’ho scelto per mettermi alla prova e all\’inizio un po’ per gioco, ma dopo quattro anni di incontri, luoghi, ricordi sono fiera di dire che c’è molto di più del divertimento.
Pensa che ho incontrato anche qualcuno che mi ha cambiato la vita!
Mi sento parte di qualcosa di grande.
Essere Friend significa poter dare pieno sfogo alle mie energie di dentro, è una sensazione impagabile scaricare le batterie e scoprire che se sei felice non si scaricano mai davvero.

Ah e chiaramente lavorare sodo, diciamolo.

Ti abbiamo chiesto di inviarci una foto a cui sei molto legata, che abbiamo inserito come copertina dell’articolo. Perché hai scelto questa?


Questa ero io quando tutto stava appena iniziando. Letteralmente meravigliata.
L’ho scelta perché, nonostante siano passati anni, riesco a sentirmi ancora così.
Di solito, non sono bravissima a trasmettere agli altri quello che sento e come lo sento, però con tutte quelle rughe di espressione si capisce quanto sono contenta, no?

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Federica De Masi: da Friend viaggiuniversitari.it alla sua campagna di solidarietà per il Cotugno di Napoli

Federica De Masi: da Friend viaggiuniversitari.it alla sua campagna di solidarietà per il Cotugno di Napoli


Negli ultimi giorni, tra varie testate online e social network, avrete certamente letto o sentito parlare di Federica de Masi.

Si tratta di una giovane ragazza che, quasi per caso, ha dato vita ad una raccolta fondi capace in pochi giorni di raggruppare centinaia di migliaia di euro: una vera e propria campagna di solidarietà in favore dell’Ospedale Cotugno di Napoli. In effetti è iniziata davvero con una banale raccolta fondi avviata per il suo compleanno, ma si è trasformata ben presto in grande opportunità per oltre 70mila donatori di fare la loro parte aiutando chi combatte ogni giorno in prima linea contro l’emergenza sanitaria da Covid-19 che sta investendo il nostro Paese.

Federica non si aspettava una crescita così esponenziale della somma, nè si era organizzata per strutturare la raccolta secondo i dettami della burocrazia italiana. Così al crescere degli zero, sono cresciute anche le polemiche di chi – preoccupato dell’ipotesi che si trattasse di una truffa – ha messo in dubbio la trasparenza delle sue intenzioni. Fortunatamente, ad oggi tutti loro hanno fatto un passo indietro, riconoscendo la grandezza di questa splendida iniziativa.
Perchè ne parliamo nel blog viaggiuniversitari.it?
Sicuramente molti dei nostri ospiti la ricorderanno: sorriso smagliante e schiocche rosse colorate dal sole, Federica è stata parte dei nostri Friends nell’ormai lontano 2017!

Siamo stati sinceramente felici di ritrovarla tra le pagine dei giornali e abbiamo pensato di scambiare quattro chiacchiere con lei, in famiglia.



Identikit

Mi chiamo Federica de Masi, ho 23 anni e sono una studentessa. Frequento l’ultimo anno di Medicina e Chirurgia all’Università Federico II di Napoli.



Negli ultimi giorni hai dato vita a una vera e propria catena di solidarietà: la raccolta fondi in favore dell’Ospedale Cotugno di Napoli sta riscuotendo un grande successo! Raccontaci com’è nata l’idea e come sta andando

Ho creato questa raccolta fondi circa due settimane fa attraverso la piattaforma gofundme.com. L’idea è nata in occasione del mio compleanno: ho chiesto ai miei amici di partecipare ad una raccolta fondi a supporto dell’Ospedale Cotugno, condividendo l’iniziativa sui miei profili social.

La scelta della struttura a cui indirizzare i fondi non cade a caso: il Cotugno è polo di riferimento per ciò che riguarda le malattie infettive a Napoli. È sicuramente la struttura più coinvolta all’interno dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che sta vivendo il nostro Paese.

Mi ero data un piccolo obiettivo: raggiungere “soli” 500€. Sebbene possa sembrare una cifra puramente simbolica, sentivo di star facendo qualcosa di bello in questo periodo di forte difficoltà.
Ho codiviso il link per effettuare le donazioni sui miei profili social e da lì i miei amici, conoscenti e finanche estranei hanno iniziato a condividerlo e in poche ore la raccolta fondi è diventata realmente virale. Grazie a questo passaparola, siamo riusciti a raccogliere più di 730.000€ e ne sono davvero molto orgogliosa!



Sono nate anche tante polemiche intorno alla tua iniziativa.
Cosa ti ha fatto più male e cosa ti ha fatto spuntare un grande sorriso?

Inizialmente, ho ricevuto tante critiche di persone che hanno pensato fosse una truffa!

Tra questi, anche il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli: hanno provato a telefonarmi durante una puntata di un programma in onda su Radio Marte. Ho riattaccato perché ero spaventata e da lì si è rafforzata la convinzione che volessi truffare i donatori. La situazione mi ha un po’ mortificata.

La verità? È nato tutto come un’ idea tra amici.

Dal primissimo istante in cui l’ho concepita, l’iniziativa è stata trasparente e finalizzata solo a fare del bene. L’intenzione era semplicemente raccogliere la somma e portarla all’Ospedale Cotugno, tutto qua. Per questo, in prima battuta, non ritenevamo fosse neanche necessario informare la struttura!

Quando mi sono accorta che la cifra era cresciuta, ho consultato un notaio che si è occupato personalmente della questione.


Ad ogni modo, ci sono stati anche tantissimi bei riscontri. Ho ricevuto messaggi ed e-mail da alcune persone che hanno aderito all’iniziativa e che ci hanno tenuto a scrivermi per ringraziarmi. In questo periodo in cui ci si sente molto soli, questo gesto è stato visto come un modo per restare uniti. È stato veramente bello!



Restando in tema di sorrisi, qual è il ricordo più bello che hai legato a viaggiuniversitari.it?

viaggiuniversitari.it… un bel capitolo della mia vita!
Sono stata “Friend” a Gallipoli nel 2017, cioè parte dello Staff che accompagna i ragazzi a destinazione. Di quel viaggio non posso dire di avere un solo ricordo bello: sarebbe realmente riduttivo. È stata una splendida esperienza. A differenza di quanto si possa immaginare, essere parte dello Staff non è affatto semplice nè vuol dire esclusivamente divertirsi. Certo, gli ospiti sono ragazze e ragazzi della tua età, il che rende il lavoro molto piacevole, ma sono richiesti molto impegno e professionalità. Siamo operatori turistici in tutto e per tutto.



Se dovessi descrivere viaggiuniversitari.it in una sola parola, quale sarebbe?

È impossibile riassumerlo in una sola parola! Per me ne servono almeno due: formativo e divertente.



Fai un augurio a tutti i ragazzi e ragazze della tua età

Potrei farne mille! Ma visto il momento storico che stiamo vivendo, uno vince sugli altri: auguro a tutti i ragazzi della mia età di essere coraggiosi e intraprendenti. Se vi potene degli obiettivi, combattete per essi con tenacia e cercate di raggiungerli.



Qui, il link alla raccolta fondi.



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Come arrivare a Sunny Beach

Come arrivare a Sunny Beach, Bulgaria

Sunny Beach è una meta della Bulgaria molto gettonata dai ragazzi negli ultimi anni. È l’ideale per quei giovani che hanno voglia di far festa fino a notte fonda senza farsi mancare nulla. Infatti, locali e drink sono molto convenienti e il costo della vita è veramente molto basso.

È una località marittima situata sulla costa del Mar Nero ma… come arrivarci dall’Italia? I trasporti via terra sono praticamente esclusi, a meno che non si vogliano fare 1.800 km di strada dal Nord Italia, per un totale di quasi 20 ore di viaggio senza sosta. La soluzione migliore, sarebbe quindi raggiungerla via aereo, atterrando all’aeroporto di Burgas o di Sofia (alternativa meno comoda).

Esistono pochissimi voli di linea disponibili, e tutti con i prezzi molto alti. I tour operator italiani si muovono nel migliore dei modi per creare dei voli charter: per intenderci, degli aerei noleggiati in esclusiva per gli ospiti che desiderano raggiungere la destinazione su tratte non abitualmente coperte dai voli di linea. Vediamo insieme i modi per raggiungerla dal Sud, Centro e Nord Italia.

Come raggiungere Sunny Beach dal Nord Italia

Aereo: le compagnie low cost come Ryanair o Wizz Air, propongono il volo Milano-Sofia, per un totale di circa 2 ore di viaggio. Una volta raggiunta la capitale, sarà possibile prendere un bus che porterà direttamente a Sunny Beach, con una durata di 6 ore.

Totale del viaggio? 8 ore!

Come raggiungere Sunny Beach dal Centro Italia

Aereo: anche in questo caso sono disponibili dei voli diretti da Roma per Sofia. La durata del viaggio è di circa 1h e 50 minuti, più il bus che porta diretto a Sunny Beach. Le compagnie che praticano la tratta abitualmente da Roma sono Ryanair ed Alitalia.

Totale del viaggio? 7h e 50 minuti.

Come raggiungere Sunny Beach dal Sud Italia

Arrivare a destinazione dal Sud Italia è più veloce e conveniente rispetto alle altre parti d’Italia. Sarà possibile infatti raggiungere Sunny Beach in aereo in due modi:

Come per le precedenti, esiste un volo diretto Napoli-Sofia, con una durata totale di 1h e 25 minuti. Con l’aggiunta del bus, si arriverebbe ad un totale di 7h e 25 minuti. La compagnia Wizz Air propone questo volo abitualmente.

Per immergervi senza alcun pensiero, tra scali e viaggi lunghissimi, nelle vostre vacanze a Sunny Beach, per l’estate 2020 viaggiuniversitari.it ha organizzato un volo diretto Napoli-Burgas, della durata di 2h. Dall’aeroporto, poi, ci sarà ad attendervi il bus di viaggiuniversitari.it che vi permetterà di raggiungere la destinazione in una sola mezz’ora. Durata del viaggio? 2h e 30 minuti! Meglio di così?

Sei curioso di saperne di più? Allora clicca qui, potrai unirti al nostro gruppo Facebook, ed entrare a far parte della community viaggiuniversitari.it, online e offline, per condividere esperienze di viaggio con ragazzi che hanno il tuo stesso stile di vita.



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Il viaggio in autostop pro Europa Unita di Evelyn e il premio al Parlamento Europeo

Pochi giorni fa abbiamo ricevuto una telefonata che ci ha riempito il cuore di gioia.
“Fabio, Roberto: sarò premiata!”.

Era Evelyn, nostra amica di vecchia data, che proprio domani 5 Marzo riceverà al Parlamento Europeo di Bruxelles un riconoscimento che premia le donne coraggiose. Quelle che combattono contro pregiudizi e luoghi comuni per inseguire i propri sogni, rompendo le catene e gli schemi preimpostati della figura femminile intesa nella sua accezione tradizionale. Quelle donne rare.

Ne abbiamo sorriso e gioito insieme. Evelyn ha lavorato in Groenlandia, sta traducendo in italiano un libro Inuit sul surriscaldamento globale, è co-founder e Vice Presidente di un’associazione Geopolitica che ha lo scopo di promuovere l’inclusione abbattendo le barriere della diversità e molto altro. Ma alla base del prestigioso riconoscimento c’è anche un affascinante viaggio in autostop pro Europa Unita, intrapreso nel 2016 grazie al nostro supporto.

Così come oggi, all’epoca in azienda coesistevano due brand: viaggiuniversitari.it, Tour Operator per giovani, e Vagamondo Viaggi Evento, poi divenuto Vagamondo Eventi.
E fu proprio con il brand Vagamondo che decidemmo di aiutare Evelyn e Francesca, sua compagna di viaggio, in questa meravigliosa avventura. Così nacque un vero e proprio diario di bordo, costantemente aggiornato dalle nostre protagoniste!

Ne è passato di tempo dal 2016!
Così abbiamo incaricato i più giovani dello Staff di viaggiuniversitari.it – che non la conoscevano – di intervistarla. Inutile sottolineare quanto siano rimasti stupiti di fronte alla sua storia, alla nostra storia.



Partiamo dall’inizio.
Perchè hai deciso di intraprendere questo viaggio?

Nel 2016 si iniziò a discutere del voto sulla Brexit e in quel periodo decisi di intraprendere un viaggio pro European Union. Il programma era questo: percorrere quasi 6.000 km in 15 giorni, esclusivamente in autostop e dormendo a casa di sconosciuti o di gente trovata su www.couchsurfing.com, un sito in cui gli host ti offrono la possibilità di dormire sul divano di casa, gratis!

L’intento era dimostrare che affidandoci all’altro in mancanza di frontiere, nell’Europa unita e solidale che abbiamo costruito, ogni progetto – per quanto sembri impossibile – in realtà è possibile. E volevo farlo sapere ai giovani, divulgare questo messaggio! Quindi ho cercato innanzitutto una testata a cui raccontare l’idea: ho trovato spazio e ascolto in TPI. E poi mi sono messa alla ricerca di uno sponsor che parlasse al pubblico a cui desideravo arrivare: giovani europei a cui trasmettere un messaggio di coraggio e speranza. Così ho incontrato Vagamondo: Fabio e Roberto hanno deciso di finanziare il progetto e darci la possibilità di raccontare il viaggio attraverso il loro blog.


Come hai conosciuto Francesca, la tua compagna di viaggio?

Tutte le mie amiche non volevano venire perché avevano troppa paura, quindi avevo deciso di partire da sola. All’ultimo ho messo un post sul sito Couchsurfing, in cui cercavo una compagna con cui fare un viaggio organizzato ma molto avventuroso, per protestare contro la Brexit. Francesca si era appena laureata in legge: entusiasta del progetto, ha deciso di partire con me.


Inizia l’avventura! Qual è stato l’itinerario?

Sono stati 15 giorni di viaggio con partenza da Bologna.
Abbiamo organizzato il percorso in questo modo: Bologna, Ljubljana, Vienna, Varsavia, Kaunas, Lituania, Kaunas, Riga, Stoccolma, Copenaghen, Amburgo, Amsterdam e – infine – Bologna.


Come vi siete spostate da una città all’altra?

Sempre e solo in autostop!
All’inizio non avevamo mai “autostoppato” nella vita, quindi abbiamo dovuto imparare alcuni trucchetti. Ci è stato molto d’aiuto il sito www.hitchwiki.com che, ad esempio, spiega i punti migliori in cui fare autostop per passare da una città all’altra.
L’autostop non è mica semplice! Non sai mai chi ti darà un passaggio e molte volte abbiamo incontrato per puro caso i nostri host per la notte. Ad esempio, una sera dovevamo raggiungere Amsterdam e, a mezzanotte e mezza, siamo riuscite a beccare un passaggio fino alla stazione più vicina. Quando siamo arrivate lì ci siamo rese conto che alle 2 di notte la stazione era in chiusura. Il ferroviere si è avvicinato e ci ha invitate ad andare via… ma non potevamo andare da nessun’altra parte. Così il ferroviere ci ha ospitate in casa sua. È stato gentilissimo!


Avrete conosciuto tante persone e storie interessanti!

È stato molto interessante quando siamo arrivate a Vienna, dove abbiamo trovato un posto in cui dormire davvero last minute. Ci hanno ospitate due ragazze, di cui una era stata suora in Sudafrica e poi si era innamorata di un ragazzo e aveva quindi lasciato la Chiesa. Ci ha raccontato la sua esperienza: aveva fatto dei viaggi in autostop in Medio Oriente ma, essendo bionda, aveva dovuto tingersi i capelli di scuro per non incorrere in eccessivi pericoli!

Ad esser sincera, all’inizio eravamo impaurite ma poi abbiamo trovato molte famiglie disposte ad aiutarci. Addirittura quelle che non dovevano andare nella nostra destinazione ci davano uno strappo o ci invitavano a stare da loro. In Polonia un ragazzo ci ha invitate a un matrimonio dicendo: “Non ho un’accompagnatrice… me ne porto due!”.

Siamo riuscite ad autostoppare anche un traghetto, da Copenaghen ad Amburgo!
Dei ragazzi ci avevano consigliato di salire infilandoci in una macchina, per entrare di soppiatto. E così abbiamo cercato di fare! Ma una vigilante ci ha beccate e si è avvicinata per farci pagare il biglietto. Noi le abbiamo fatto leggere l’articolo appena uscito su TPI e lei si è illuminata, Ci ha fatto i complimenti per l’iniziativa e ci ha fatte salire su un’auto!


Veramente non avete pagato nessun mezzo per spostarvi?

Sì! Ce l’abbiamo fatta!


Quindi, avete vinto la challenge? Ci si può affidare agli altri?

Assolutamente sì.

L’intento era dimostrare che non c’è nulla da temere, anzi, bisogna affidarsi all’altro perché solo in questo modo si riesce a dar vita a progetti inimmaginabili.

Certo, alcuni giorni del viaggio sono stati difficili. Ma per scoprire se sai volare devi buttarti nel vuoto. Nel nostro caso, ci siamo fidate ciecamente dell’altro e, ancora oggi, ne siamo felici e orgogliose.

La Brexit è diventata realtà da pochissimo: ora più che mai questi messaggi di coraggio e speranza devono avere un posto di rilevo nella nostra quotidianità.




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